Nella parabola artistica di Alberto Sordi ci sono state collaborazioni che hanno segnato l’inizio di amicizie profonde, come quella con Monica Vitti.

Ripercorriamo brevemente il loro percorso:

Il primo incontro tra Monica ed Alberto avviene nel 1964 sul set di Il disco volante, diretto da Tinto Brass. All'uscita, il film non riscuote molto successo ed oggi, più che per i contenuti, viene ricordato per la presenza di un cast eccezionale; è inoltre il debutto di Monica Vitti in ruoli meno impegnati.

Nel 1969, da un soggetto di Rodolfo Sonego,  che ne curò poi anche  la sceneggiatura , Alberto Sordi dirige Amore mio aiutami, il suo quarto film come regista e vuole al suo fianco come coprotagonista Monica Vitti.

La Vitti proveniva dal cinema colto e impegnato di Michelangelo Antonioni, che l’aveva qualificata come attrice drammatica, tenendola lontana dai ruoli comici. Con questo film ha l’occasione di provare a costruire una nuova immagine di sé, legata ad un cinema più scanzonato e leggero. La sfida viene ampiamente vinta, tanto che l’attrice da questo momento comincia ad essere apprezzata anche per il suo lato umoristico.

Nel film è presente anche la cantante Fiorella Mannoia, allora quindicenne, come controfigura proprio di Monica Vitti.

Amore mio aiutami, con il suo racconto di una crisi coniugale, approda nelle sale cinematografiche sul crinale degli anni Settanta, caratterizzati da rivolgimenti culturali e sociali che preludono a una ridefinizione dei rapporti tra i sessi e di quelli familiari. Sotto la patina dell’umorismo corrosivo, il film si conferma, anche a distanza di anni, come un amarissimo specchio sul dissolvimento della coppia tradizionalmente intesa.

In questo ritratto caustico e grottesco la caratterizzazione della coppia Vitti-Sordi si serve della vis comica per raccontare una realtà dolorosa con maggiore levità.

La riuscita alchimia tra i due grandi attori consentì al film di raggiungere le vette del box office.

Nel 1973 Sordi torna alla regia con Povere di stelle e Monica Vitti è ancora al suo fianco. Tra le tante pellicole ispirate all’avanspettacolo, questa è sicuramente una delle più celebri. I due attori tratteggiano alla perfezione due guitti (Mimmo Adami e Dea Dani) che dirigono una compagnia teatrale di scarso successo con la quale cercano di sbarcare il lunario nella Roma occupata del 1943.

La peculiarità di Polvere di stelle è quella di essere in parte un musical, genere piuttosto atipico per il cinema nostrano, il che dà ai protagonisti la possibilità di mostrare anche le loro qualità di ballerini e cantanti: tutti ricordiamo quella che sicuramente rimane la scena più famosa del film, in cui i due attori ballano e cantano il celebre brano Ma ‘ndo vai, se la banana nun ce l’hai.

Nel 1982 Alberto Sordi dirige Io so che tu sai che io so e Monica Vitti viene nuovamente scelta come sua partner coprotagonista.

Il film racconta la società degli anni ’80, che deve confrontarsi con un inedito dramma nella famiglia borghese: il dilagare della tossicodipendenza che sino ad allora si preferiva ritenere un fenomeno “hippy” o al massimo un problema confinato alle periferie ed agli emarginati. 

Entrambi gli attori sono straordinari nell’interpretazione dei personaggi, dimostrando una versatilità che permette loro di alternare magistralmente sequenze drammatiche a scene più leggere

Nel film recita anche Gianni Letta, nella veste di direttore del quotidiano “Il Tempo” incarico che all’epoca egli effettivamente ricopriva.

Monica ed Alberto non hanno interpretato insieme molti film, eppure hanno regalato agli italiani la sensazione che fossero fatti per recitare insieme. Da Amore mio aiutami a Polvere di stelle a Io so che tu sai che io so, viene a crearsi una coppia eccellente del cinema italiano, una coppia talentuosa sospesa tra la commedia e il dramma, che ha scritto pagine indimenticabili del nostro cinema. Il binomio comico Sordi-Vitti ha costruito un immaginario che a distanza di decenni mantiene intatto il suo fascino.